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Ojibway
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Gli mwcgojibwe (in mwcwsillabario mwdaᐅᒋᐺ; anche indicati come ojibwa e ojibway) sono una popolazione di mwdqnativi americani mwdganishinaabeg appartenente al gruppo linguistico mwdwalgonchino. Il loro territorio originale, chiamato mweaOjibwewaki (ᐅᒋᐺᐘᑭ) si estendeva nella regione dei mweqGrandi Laghi, occupando la parte settentrionale delle mwegGrandi Pianure fino alle regioni mwewsubartiche, a cavallo fra gli odierni mwfaStati Uniti e mwfqCanada. Furono chiamati impropriamente dai bianchi mwfgChippewa, e in passato in italiano furono chiamati anche mwfwogibuacite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3] od mwjaogibuè.cite-ref-4[4] Erano cacciatori, raccoglitori di mwkqriso selvatico (il loro cibo principale) e coltivatori di mwkgmais.
Contents
• Storia
• Note
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Origine del nome
Il termine ojibwe è l'mwlgesonimo generalmente impiegato in Canada per un sottogruppo specifico di mwlwanishinaabeg, ma dal tardo mwmaXX secolo vari membri della comunità hanno iniziato ad autoidentificarsi col termine generale mwmqanishinaabe(-g). La variante mwmgchippewa è utilizzata prevalentemente negli mwmwStati Uniti.
L'etimologia del nome mwnqojibwe non è del tutto chiara, fra le teorie più affermate troviamo:
• mwoaojiibwabwe (/o/ + /jiibw/ + /abwe/), mwoqlett. "coloro che arrostiscono fino a fare raggrinzire", in riferimento all'abitudine di trattare col fuoco il cuoio dei mwogmocassini per renderli impermeabili.
• mwpaozhibii'iwe (/o/ + /zhibii'/ + /iwe/), mwpqlett. "coloro che preservano tracce [di una visione]", in riferimento alla mwpgscrittura pittoriale usata durante riti sacri.
• mwqaojiibwe (/o/ + /jiib/ + /we/), mwqqlett. "coloro che parlano rigidamente" o "coloro che balbettano", esonimo impiegato dai mwqgcree per le differenze fra la mwqwloro lingua e mwraquella degli ojibwe (analogamente a mwrqmwrgbarbaromwrw).
Storia
L'abitazione degli Ojibwa era il mwtgmwtwwigwam, una casetta creata da pali di legno ripiegati ad arco e ricoperti con legno o corteccia, pellami o stuoie intrecciate. Spesso erano presenti anche dei pali esterni per aiutare a mantenere ferme le stuoie. Queste in estate potevano venire arrotolate verso l'alto in modo che l'aria potesse circolare e rinfrescare l'interno. Tutte le case avevano aperture per la porta e in alto per lasciar fuoriuscire il fumo del fuoco.
Gli Ojibway davano molta importanza agli mwuqsciamani, perché potevano fondare le società segrete, un tipo di organizzazione per loro molto importante. Gli Ojibwa usavano incidere su scorze d'albero pitture rappresentanti i fatti notevoli, le cerimonie praticate e le gesta del loro eroe culturale, Manabozho (Coniglio Grande).
Praticavano la mwvamagia mwvqomeopatica che consisteva nel procurare danni al nemico, infilzando, con una mwvgfreccia o con qualche altro attrezzo puntuto, una sua immagine rappresentativa costruita con il legno, in modo da trasmettergli contemporaneamente un dolore lancinante nell'organo colpito, oppure provocare la morte della vittima, bruciando o seppellendo la statuina; tutti questi mwvwriti erano accompagnati dalla enunciazione di mwwaformule magiche.cite-ref-5[5] Gli sciamani esercitavano, a beneficio della tribù, il controllo sui mwxqfenomeni atmosferici e sugli mwxgastri. Gli Ojibway erano convinti che l'mwxweclissi fosse il segnale di esaurimento della vita del mwyasole, quindi, durante questo evento, lanciavano in cielo frecce colorate con la speranza di riaccendere la fiamma della mwyqstella.
Divennero conosciuti in Europa grazie ad alcuni scritti e racconti dei loro capi, tradotti in inglese dai giornali americani tra il mwyw1860 e il mwza1875. Durante le mwzqguerre indiane furono alleati dei mwzgFrancesi e barattarono con essi pelli di mwzwcastoro e di altri animali contro armi da fuoco che usavano per sospingere i mwaaSioux verso Ovest. Gli Ojibway presero parte all'mwaqinsurrezione di Pontiac negli ultimi anni del XVIII secolo. Alcuni di loro si stanziarono più ad ovest dei Grandi Laghi, affiancandosi ai mwagCree, anch'essi di lingua mwawalgonchina, e diventando noti con il nome di Saulteaux; altri ancora si spostarono più direttamente nelle Grandi Pianure dove furono chiamati con il nome di Bungee. I circa 80.000 sopravvissuti vivono prevalentemente nelle riserve degli Stati del mwbgMinnesota, del mwbwWisconsin, del mwcaDakota, del mwcqMichigan, del mwcgCanada.
Note
cite-note-11. ↑ mweqSocietà geografica italiana, mwegmwewBollettino della Società geografica italiana, Società geografica italiana, 1885, p.mwfa 71. mwfqURL consultato il 24 settembre 2025.
cite-note-22. ↑ mwgqCesare Valabrega, mwggmwgwAdolfo Gandino, musicista bolognese: nel x anniversario della morte, Faro, 1950, pp.mwha 94-95. mwhqURL consultato il 24 settembre 2025.
cite-note-33. ↑ mwiqmwigmwiwIdea, 1960, p.mwja 554. mwjqURL consultato il 24 settembre 2025.
cite-note-44. ↑ mwkqmwkgmwkwRivista di etnografia, 1956, p.mwla 77. mwlqURL consultato il 24 settembre 2025.
cite-note-55. ↑ "Il ramo d'oro" di mwmqJames Frazer, ediz. Newton&Compton, Roma 1992 - (pag.34 alla voce "Magia omeopatica")
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Ojibway
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiachippewa, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itOjibwa, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Ojibwa, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Ojibway, su Enciclopedia canadese.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Ojibway, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.